Il Servizio a Sri Radha

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…Un giorno, per dimostrare la posizione suprema di Srimati Radharani, Krsna simulò di ammalarsi all’improvviso. Mentre giaceva infermo, Krsna stesso si presentò in un’altra forma, sotto l’apparenza di un medico, e disse a madre Yasoda:

” Oh Yasoda! Sentì dire che tuo figlio stava soffrendo per una infermità. E’ così? Madre Yasoda rispose: Si, si, chi è lei?  Krsna le disse:” Sono un medico, un medico mistico. Vorrei vedere tuo figlio. Qual è il suo male?” Essa rispose:” Era svenuto. Forse era un mal di testa.”  Così Krsna, sotto l’identità di un medico, disse a madre Yasoda:” Questa è una malattia molto seria. Desidero curarlo, però potrò farlo solo se avrò un po’ di acqua che sia portata in un recipiente forato. Bisogna portare acqua dal Yamuna in un recipiente pieno di forellini. Solamente una donna casta ci può riuscire. Una giovane casta deve portare un po’ d’acqua in un recipiente forato. Così potrò preparare la medicina per questo ragazzo, che riprenderà coscienza immediatamente.”


Yasoda cominciò a cercare per tutta Vrndavana una donna casta

Stordita, Yasoda cominciò a cercare per tutta Vrndavana una donna casta. Jatila e Kutila erano la suocera e la cognata di Radharani. Anche se esse erano solite affermare dubbi e sospetti sulla castità delle altre giovani gopi, in genere, le si considerava molto caste. Per tanto, Yasoda domandò prima a una di esse, Jatila, e le disse:”Prendi questo recipiente forato e prendi un po’ d’acqua dal Yamuna”. Jatila rispose:” Come dici? E’ impossibile andare a prendere acqua con un recipiente forato.” Jatila non poté eludere la folle richiesta di Yasoda. La sua preghiera era così veemente, che dovette andare. Tuttavia, non poté portare acqua dal Yamuna perché c’erano numerosi fori nel bacile. Così pregò Kutila di andare a prendere l’acqua nello stesso recipiente. Essa non osava avventurarvisi dopo il fallito tentativo della madre, però la supplica di Yasoda era così incalzante, che non potè negarsi.

Yasoda non poteva tollerare neanche per un secondo che suo figlio restasse in una simile condizione. La sua preghiera era così intensa, che Kutila dovette andare; nonostante ciò nemmeno lei poté portare l’acqua perché il bacile era talmente pieno di fori che questa colava.

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Krsna nella sua veste di medico, indicò allora Srimati Radharani

Tutti erano perplessi, pensando:” Cosa possiamo fare? Per caso non c’è una sola giovane casta tra tutte le damigelle di Vraja? Che cosa terribile!” Krsna nella sua veste di medico, indicò allora Srimati Radharani, dicendo:” Penso che Essa sia una giovane casta. Chiedile di andare a prendere l’acqua.”

Di fronte alla supplica di Yasoda, Radharani non poté eludere il suo compito. Dovette andare in cerca dell’acqua. Essa andò pensando a Krsna, pregandolo:” Potrò farlo solo se Tu verrai a soccorrermi, altrimenti sarà impossibile.” Radharani sommerse il recipiente bucherellato nel fiume e nel contempo Krsna lo toccava da sotto l’acqua. Con gran timore, Radharani estrasse il recipiente e piena di stupore esclamò:” L’acqua è qui!” Essa aveva portato con se alcune delle Sue assistenti, le Sakhi, le Sue amiche principali, e tutte rimasero attonite nel vedere come Essa aveva estratto l’acqua del Yamuna. I fori c’erano. Tuttavia l’acqua rimaneva nel recipiente. Essa portò l’acqua a Yasoda e tutti rimasero meravigliati. Con l’acqua fu somministrato a Krsna un medicamento immaginario e così si riprese dal Suo finto stato di incoscienza.

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Questa fu una tattica di Krsna per dimostrare la posizione di Srimati Radharani, per insegnare che cos’è la castità. E’ che cos’è la castità? La castità ordinaria non è vera castità; la purezza, la castità genuina, si trova molto oltre a tutte le considerazioni relative sulla castità. E’ inconcepibile, si trova al di fuori della portata della nostra conoscenza e del nostro ragionamento; così inconcepibile come la possibilità di portare acqua in un recipiente completamente bucherellato. E’ un miracolo. Per questo, Dio opera miracoli. Il Suo cammino è pieno di prodigi. Dobbiamo essere preparati a questo. Dobbiamo essere preparati a che ci venga dimostrato che tutto il sapere di questo mondo, che tutta la nostra esperienza, sono errati. Per tanto, si dice, jñana prayasam udapasiya namante eva.

“Disfatevi della vostre esperienze passate, di ciò che avete acquisito nel mondo dei sensi, della conoscenza empirica (pratyaksa-jñana). Altrimenti, avrete sempre la propensione ad aprirvi il passo nel mondo trascendentale a forza di sapere mondano.”  Inoltre, questo verso dice:” Oh gente caduta! Le esperienze di questo mondo dei sensi sono il vostro capitale, però non vi servirà a niente; questo capitale non avrà valore alcuno nel piano superiore. Ciò che troverete li sarà totalmente nuovo. Di conseguenza, avvicinatevi a questo mondo con mente aperta. Comprendete che per L’infinito tutto è possibile. Tutte le aspettative che potete avere e le esperienze passate, non hanno valore alcuno. Perché continuate a evitare questo punto?”

 

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